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giovedì 10 marzo 2011

L'appuntamento

Il suo più grande desiderio ora poteva realizzarlo, finalmente aveva incontrato l'uomo giusto, quello che la capiva senza parlare, che non si sarebbe mai innamorato, che non la giudicava, che assecondava le sue fantasie senza dipendere da lei, ma da vero macho.
Le aveva dato appuntamento per il venerdì pomeriggio, avrebbero passato insieme il fine settimana, nella valigia aveva messo l'abbigliamento per realizzare una delle sue fantasie.

Sono le 16.00, lui è già all'ingresso del parco dove hanno appuntamento, è impaziente...16.30, lei non è ancora arrivata, solitamente non è abituato ad aspettare, sta' per andarsene, pensa ad un "bidone"...si gira per andarsene, abbastanza adirato, quando alzando lo sguardo, la vede venire verso di lui, la riconosce subito, indossa una mini bianca, sandali con tacco a spillo, una camicia nera corta e aderentissima, un luccichio dato dal riflesso del sole, attira il suo sguardo sull'ombelico, un billantino spicca in un gioco di si vede e non si vede, provocato dal suo passo ancheggiante e lento su due gambe mozzafiato. E' lì....di fronte a lui sorride e lo abbraccia, il suo profumo è inebriante. E' tutto ciò che qualsiasi uomo desidera avere almeno per una volta nella vita!!! E' un sogno!!! Le prende la mano e con l'altra le trascina la valigia fino alla macchina, le apre la portiera e la fa' salire, poi sale lui, la guarda, lei avvicina il viso e lui la bacia con una passione mai provata, è un miscuglio di lingue, di salive e di morsi alle labbra, il bacio per lei è la cosa più importante e questo è stupendo, molto più di quello che si aspettava, sente l'eccitazione sempre più forte di lui, ed anche la sua, non vuole interrompere per nulla un desiderio così forte, sesso in macchina, in un parcheggio e per di più di pomeriggio, mai fatto! Da brivido!!! Ci pensa un attimo....."Sìììììììì.......Voglio godere di ogni istante passato con lui...voglio fare tutto ciò che non ho mai fatto...che la mia educazione da puritana mi ha impedito di fare fino ad ora". Per la prima volta è lei a prendere l'iniziativa, è lei che gli sbottona i pantaloni, è lei che lo fa' morire di piacere, giocando con la lingua e succhiando, è lei che prova piacere nel sentirlo ansimare, è lei che lo vuole sentire dentro di se', si siede sopra di lui....e si lascia penetrare mentre sbottona la camicia per lasciare liberi i suoi seni che stanno esplodendo, lui li bacia con ardore, insieme raggiungono l'estasi.......

martedì 8 marzo 2011

Un' isola chiamata paradiso

di Besos

Partenza ore 9 e 45 dalla Malpensa....12 ore di volo....e poi....l'isola del "Paradiso"...così la chiamava Ledy,lei ci era nata in quell'isola........Era riuscita a venire in Italia sposando un italiano....ora accompagnava la sua più cara amica che aveva bisogno di ritornare a vivere....Gioia è il suo nome.....aveva perso ogni entusiasmo da quando il marito l'aveva lasciata per una rumena molto più giovane di lei....in un attimo le era crollato tutto il suo mondo...i suoi ideali....la fiducia, la fedeltà, il rispetto...solo parole....non voleva credere più in nulla....si stava lasciando andare...eppure era una donna ancora piacente....38 anni, portati molto bene....intelligente....e sopratutto, prima di essere tradita dal marito era l'allegria in persona....non c'era festa, dove non fosse invitata....proprio perchè lei, attirava tutti, con il suo entusiasmo e gioia di vivere....ora, sembrava un'altra persona...e Ledy non sopportava di vedere l'amica spegnersi così...Aveva organizzato tutto assieme alla mamma di Gioia, che voleva vedere la figlia tornare a gioire della vita....Ledy aveva scelto tutto l'abbigliamento per l'amica....le aveva consigliato di fare qualche lampada, per non arrivare là e ustionarsi, con il sole caldo dei Caraibi....le aveva consigliato un taglio moderno ai capelli e via tutto il classico...solo mini e calzoncini cortissimi e molto sexy...così doveva essere la sua amica...che aveva delle gambe bellissime, ed era giusto le mettesse in mostra..... Gioia non era molto entusiasta...ma pensava che il solo fatto di non vedere più le stesse persone, che la guardavano con aria da compatimento,non poteva che farle bene.... Appena entrate in aeroporto le due amiche, avevano già, una marea di sguardi maschili puntati addosso....Ledy era una vera bellezza caraibica, Gioia non era da meno....Due belle gnocche! Così le avevan soprannominate due ragazzi, seduti dietro di loro in aereo,che per tutto il viaggio, non si sono stancati neanche per un'attimo di corteggiarle....Appena scese nell'aeroporto dell'isola, il caldo era insoppotabile,e lo è stato almeno per un paio d'ore...fino a che il corpo non si è ambientato alla nuova temperatura....Gioia era contenta di aver ascoltato l'amica, nella scelta dell'abbigliamento....lì. si sentiva a suo agio vestita così....
Fuori dall'aeroporto c'erano gli amici e i parenti di Ledy che erano venuti a prenderle.....persone stupende......con l'allegria in corpo....Gioia si è sentita accolta con amore, e anche se non capiva una parola di ciò che dicevano, capiva dai loro sguardi che erano sinceri....si era affezionata subito a loro....In particolar modo si trovava bene con il cugino di Ledy....Ari, lui per l'occasione aveva studiato l'italiano....si era prefisso di farla innamorare...e poi sposarla.....l'aveva vista nei video che mandava Ledy....e si era subito invaghito....ora era lì....davanti a lui, ancora più bella dal vivo...In macchina erano strettissimi...sei dietro e tre davanti...lui l'aveva fatta sedere sulle sue gambe....la stringeva....con la scusa di tenerla, perchè le strade erano quasi tutte non asfaltate e piene di buche....ogni buca era un salto sul suo corpo..ad ogni salto Gioia sentiva  il pene di Ari, che diventava sempre più grosso, battendo sulle sue natiche....questa cosa...pur imbarazzandola un po'...la eccitava tantissimo....poi da quando erano arrivate, avevano continuato a bere " servesa" birra....il caldo, metteva una sete pazzesca e la birra fresca era un piacere....Gioia si sentiva allegra ed eccitata....Dopo due ore si erano fermati per una sosta in riva al mare....quasi tutti, si erano buttati in acqua a bagnarsi....Gioia e Ari erano rimasti in auto....Erano soli...gli amici non potevano vederli...Ari la stava spogliando tutta...voleva ammirare il suo corpo nudo....lei lo lasciava fare.....non voleva pensare, a ciò che era giusto , o cio' che non lo era....voleva godersi tutto cio' che la vita le regalava,da quel momento in poi....E in quel momento le stava regalando veramente moltooo :P.....in tutti i sensi....Si era spogliato anche lui.....era di una bellezza divina....mai visto un uomo così bello e così dotato....Gioia vedendolo così dotato, aveva provato per un attimo, un po' di paura, paura di essere lacerata nella penetrazione....la stava baciando tutta...lei era eccitatissima...tremava....l'aveva fatta scendere dalla macchina...e l'aveva fatta stendere sul cofano della macchina...prima aveva steso sopra un asciugamano....poi aveva sollevato le sue gambe...poggiandole sulle sue spalle...la stava penetrando....molto delicatamente....era stupendamente bello!......Ora, era lei a gridare di penetrarla tutta...lo voleva sentire tutto...il dolore era diventato un piacere indescrivibile....Ari le stava dando dei colpi secchi e violenti....lei sentiva il suo pene grossissimo tutto dentro...le sembrava di morire dal piacere......si dimenava come non aveva mai fatto in vita sua....non si era mai sentita così libera.....l'aveva presa in tutti i modi possibili...fino a godere come pazzi....sfiniti tutti e due.....si erano buttati a terra ...si tenevano per mano come due ragazzini ,alla loro  prima volta.....poi si erano rialzati...si erano rivestiti, solo gli slip...e avevano raggiunto gli altri in mare....da quel momento erano rimasti uniti, per tutto il soggiorno nell'isola "Paradiso"....Gioia aveva ritrovato la gioia di vivere.....era tornata a sorridere....Ledy, era sicura che avrebbe riportato l'amica in Italia, completamente cambiata...più disinibita...più sensuale...ma sopratutto con tanta gioia e allegria nel cuore....
09/03/2011

© 2010 by Besos

lunedì 7 marzo 2011

Storia di un Amore


di Io Besos...

Il cuore diceva vivi l’attimo, con tutto l’amore e la passione che senti dentro di te.
La ragione diceva fermati, pensa bene a quello che stai facendo. E’ una pazzia!
Alla fine aveva prevalso il cuore, chi non è un po’ pazzo in amore?
Si sarebbero incontrati nel tardo pomeriggio da lei, avrebbero cenato assieme, poi, forse lui, si sarebbe fermato anche a dormire.
Sapeva di essere ancora una bella donna, nonostante i suoi quarant’anni passati da un po’.
La sensualità era innata in lei, non aveva mai usato strategie per esserlo, riusciva ad esserlo nel modo più naturale possibile.
Questa volta però era imbarazzatissima, ogni cosa indossasse per quell’incontro le sembrava fuori luogo.
Lui le aveva chiesto di indossare una mini, autoreggenti, maglietta scollata e intimo sexy, lei così vestita, si sentiva come una vecchia puttanona, che incontrava il bellissimo ragazzo! Lo aveva detto a lui, che si era arrabbiato, non voleva sentirla parlare così, lei per lui era il suo amore segreto, la sua cucciolona da coccolare, amare, rendere felice…
Lui era il cucciolo, che era riuscito a prenderle il cuore, con emozioni e tenerezze dimenticate. Le telefonava e le inviava centinaia di sms ogni giorno, le riempiva la vita di gioia, la colmava di attenzioni, facendola sentire unica e importante per lui. Se passava davanti ad una vetrina e vedeva un completino che attirava la sua attenzione, la chiamava per chiederle le misure, le diceva: ”Amore è fatto per te…solo tu puoi indossarlo…devo prendertelo!” Tutto questo, nessun uomo, era più riuscito a darglielo. In molti la corteggiavano, ma ognuno riusciva a deluderla, a smontarla prima ancora di incontrarla, chi la corteggiava dal lunedì al venerdì, per poi sparire il sabato e la domenica, inventandosi assurde banalità, chi dope le prime telefonate, trovava tutte le scuse possibili, per farsi chiamare, chi la voleva disponibile ai propri comodi, nessuno mai era riuscito a sorprenderla!
Lui era tutto ciò che chiedeva ad un uomo! Era lei che ora voleva sorprenderlo, conquistarlo! Le avrebbe dato tutto…e molto di più…ma un po’ alla volta…a piccole dosi, per non farlo stancare mai di lei. Sapeva che non sarebbe durato per sempre, che non doveva essere egoista, che prima o poi, lei stessa avrebbe dovuto spingerlo a volare per altri lidi, ma voleva lasciargli il ricordo più bello, di un amore nascosto, un regalo, che lui avrebbe conservato, nello scrigno del suo cuore per sempre.
Sono le 18,30 quando lui la chiama per l’ennesima volta, questa volta però è sotto casa e non sa’ che lei lo sta’ vedendo dalla finestra, lo vede scendere dalla macchina, in una mano tiene il telefono e parla con lei, nell’altra una busta con dentro tanti pacchetti e un mazzo di fiori, l’ennesima sorpresa, che la emoziona come una bambina!
Le apre la porta e lo abbraccia subito, lui posa i fiori e il sacchetto sul mobile dell’entrata, la prende in braccio e la bacia con un desiderio incontenibile.
Finalmente soli, lei e lui, chiudono la porta e le imposte delle finestre, spengono i cellulari, niente luce elettrica, solo alcune candele che si apprestano ad accendere e per loro non esiste più nulla!
Lui si siede sulla sedia e le chiede di sedersi sulle sue gambe, lei si siede a gambe aperte, si guardano negli occhi per un istante, ma a loro sembra un’eternità…poi lei inizia ad accarezzargli i capelli, mentre riempie il suo viso di baci, lui esplora il suo corpo, come se le sue mani fossero una matita e la sua mente un foglio bianco, dove delineare i contorni, per imprimerli per sempre.
Il desiderio è sempre più forte, ma la dolcezza di entrambi riesce a dominarlo. Le loro lingue, intrecciate in baci sempre più appassionati, hanno già avuto più di un orgasmo.
Lui le sfila la maglietta e inizia a baciarle il seno, senza toglierle il reggiseno, le morde i capezzoli che ha fatto uscire dal bordo del reggiseno, lei è bagnatissima e lui ha un’asta rigidissima che lei fa’ sentire alla sua vulva, dimenandosi sopra fino a che lui non la solleva per alzarsi, sfilarsi i pantaloni e i boxer e chiederle di andare sul letto, di togliersi la gonna e il perizoma e di stendersi. Prende il sacchetto e tira fuori una benda che le lega sul viso, coprendole gli occhi, le lega le mani alla testata del letto, lei è completamente nelle sue mani e non vede nulla. Lo sente muoversi e toccare il sacchetto, ha appoggiato qualche cosa sul letto, ma non riesce a capire cosa, lo sente uscire dalla stanza, deve essere in cucina, le sembra di sentire accendere il fornello, lo sente arrivare, è sopra di lei, ha appoggiato sulle sue labbra la sua asta, l’ha riconosciuta subito, rigidissima, l’accoglie nella sua bocca, lui la spinge tutta, fino a soffocarla, per poi ritirarla di colpo e sedersi sul suo ventre, lei non capisce cosa stia succedendo, quando sente una goccia caldissima cadere su un suo seno, urla, le sembra di bruciare, è solo un attimo, subito ne cade un’altra sull’altro seno, urla di nuovo, il bruciore è fortissimo, sente le gocce caldissime cadere sul suo corpo e solidificarsi subito, quel bruciore inizia a darle piacere, sente lui succhiare quelle gocce sul suo corpo, come se stesse facendole dei succhiotti, poi un bacio dolcissimo…da lì capisce che sono gocce di miele sciolto sul fuoco. Lo sente ancora alzarsi ed uscire dalla stanza per tornare quasi subito, risedersi sopra di lei e…questa volta le gocce sono gelate, urla per i brividi che il suo corpo sta’ provando. Arriva con il cubetto di ghiaccio sulla sua vulva e gioca sul suo clitoride e sulle sue labbra, fino a farlo sciogliere un po’ nella vulva caldissima e bagnatissima, poi ne spinge uno dentro la vagina e l’altro nell’altro buchino. Il piacere dato dai brividi fortissimi di freddo è così forte, da farla urlare come non aveva mai fatto in vita sua, dalla vagina esce nettare del suo piacere e acqua del ghiaccio sciolto, lo stesso dal buchino dietro. Lui beve tutto e poi la penetra con violenza, prima davanti e poi dietro, lei è in estasi…non capisce più nulla…un piacere dopo l’altro…lo prega di fermarsi, lo sente uscire, per infilarsi nella sua bocca e inondarla del suo piacere…beve tutto.
Lo sente stendersi al suo fianco spossato… “Slegami e toglimi la benda, voglio vederti e abbracciarti amore mio”.
E’ su di lei in silenzio e lei capisce che la sta’ osservando, per imprimere quel corpo nella sua mente, senza essere visto, poi le slega le mani e le toglie la benda dagli occhi.
La prima cosa che vede è il suo viso e i suoi bellissimi occhi, poi il suo corpo da adone.
E’ lì, con lei e l’abbraccia con tenerezza, il suo cucciolo l’ha portata all’estasi!
Nessuna ragione, avrebbe avuto il sopravvento, su’ quel bellissimo dono che il destino le aveva riservato.


© 2011 by Io Besos...

Una Bella Storia

di Bonny

“Ciao”
“Ciao”
È da anni che viviamo nello stesso palazzo e ci incontriamo solo per ritirare la posta o per buttare la spazzatura, ma i nostri dialoghi non sono mai andati oltre il cordiale saluto.
Sei un davvero bel tipo, lo ammetto. Hai un’aria seria ed elegante, la voce calda e profonda e si sente che corsi di dizione hanno quasi cancellato del tutto influenze dialettali, vesti in modo raffinato e curato, sempre impeccabile, e sicuramente sei colto e in carriera. Sì, insomma non alla mia portata.
A volte quando ti incrocio, come ora, cerco di evitare il tuo sguardo diretto: un po’ mi vergogno, mi sono sempre chiesta se hai mai sentito le mie urla mentre mi faccio scopare dallo sfigato di turno.
Ecco io sono così: rumorosa, ma non me ne rendo conto; però mi è stato detto più volte.. faccio rumore quando faccio sesso, quando parlo e anche quando mi muovo, mentre dal tuo appartamento, che è proprio sotto al mio, sento solo silenzio, e a volte, il suono della tua chitarra e tu, che divinamente canti.
Come dicevo non sei alla mia portata, emettiamo anche suoni diversi, evidentemente anche la nostra specie non è la stessa!
Finalmente a casa.
Giornata devastante, e in più il diluvio! E’ mancata la corrente elettrica già un paio di volte.
Urge una doccia bollente.
Mi spoglio buttando tutto alla rinfusa per terra in camera da letto e nuda vado in bagno.
Avvolta da una nuvola di vapore sento che l’acqua calda scivolando su di me irrora corpo e anima..
Ah.. che sollievo, mi sento rinasc…
Cazzo no! Sono al buio, inzuppata da gocce improvvisamente gelide!
E’ saltata ancora la luce.
Alla cieca, provo a uscire dalla doccia cercando il contatore. Lo tocco e.. nooo!
Tutta bagnata, appena lo sfioro fa scintille come fuochi d’artificio e sento una preoccupante puzza di bruciato.
Ho rischiato la vita. Già, ma ora: sana, salva, bagnata, nuda e senza luce, che faccio?
Provo a tornare in bagno e prendo il primo asciugamano che trovo, è piccolo, ma copre lo stretto indispensabile per uscire e andare da Sara, la mia vicina di pianerottolo: lei avrà certamente una torcia da prestarmi..
Esco.
Nelle scale la luce c’è, ma Sara no .E ora? Scendo e l’unico che conosco sei tu.
Provo a suonare.
Sento musica all’interno di casa tua e riprovo a suonare. Musica e nulla. Provo l’ultima volta e poi aspetterò Sara.
Nulla.
Faccio per salire e si apre la porta.
Hai i pantaloni della tuta grigi e una maglietta larga e lunga tipo basket, il bianco candido fa risaltare l’incarnato della tua pelle e il blu del 23 che svetta sul tuo torace è lo stesso dei tuoi occhi.
La tua divisa abituale è composta da abito grigio, camicia bianca e cravatta in tinta e forse questo abbigliamento ti conferisce un aspetto più severo, visto così invece.. sei tu e sei davvero bello.
Mi sorridi e vedi che sono in netta difficoltà e in totale imbarazzo. Mi fai entrare e ti spiego.
A ogni passo lascio le mie orme sul tuo pregiato parquet. So di non essere presentabile: ho l’asciugamano che ora sembra ancora più corto e stretto avvolto addosso, il trucco che colando, sta lasciando segni di guerra indiani sul mio viso e i capelli bagnati che gocciolano.
Ti offri gentilmente di farmi chiamare la compagnia per l’energia elettrica, e intanto ti inginocchi sotto il lavandino in cucina per cercare una torcia.
Mi fai accomodare, ma non accetto.
Insisti, ma no grazie.
Ancora insisti, ma ho detto di no! Ma lo capisci o no che se mi siedo sui tuoi sgabelli il misero pezzo di spugna che mi ricopre assumerà dimensioni inesistenti?
Ah, forse è per quello che ci tieni così tanto a farmi sedere. Ok, sorrido e accetto.
Mi accomodo con non poco imbarazzo, tu sei poco distante, accovacciato a cercare la pila, ma ti giri spesso e mi guardi, e non negli occhi. E intanto parli e guardi, guardi eccome..
Bonny, stai ferma.
No, Bonny.
Bonny, non farlo..
Ok. l’ho fatto.
Lentamente e spudoratamente accavallo le gambe, così puoi vedere meglio ciò che desideravi, no?
Divertita, faccio finta di nulla, mentre tu ancora cerchi e ancora parli, fino a quando mi chiedi se ultimamente mi vedo con qualcuno. Ma che domanda è? Noi non abbiamo una tale confidenza e subito, candidamente rispondo di no.
Quasi con dolcezza, mi dici che lo immaginavi, perché è da un po’ che non senti rumori strani notturni provenire dal mio appartamento.
Ops! Beccata!
Rimango senza parole..
Che vergogna! Lo immaginavo certo, ma non ne avevo la certezza, fino ad ora.. 
Tu cosi fine ed elegante che pensi a me.. in quel modo?
Non riesco quasi a guardarti e tu lo capisci..
Ti alzi porgendomi il telefono portatile e provando a togliermi dallo stato di profondo imbarazzo in cui tu mi hai gettato e con una leggera carezza sulla spalla asserisci che per te non erano rumori fastidiosi, anzi..
Con serenità e soddisfazione poi confessi di esserti eccitato più volte ascoltandomi.
Di certo, questo non migliora la mia situazione già notevolmente compromessa, e capisco che è meglio che io torni nel mio buio appartamento.
Ti dico che ho freddo e scendo dallo sgabello.
Sono nervosa, frettolosamente mi avvio alla porta ma…
Maledetto parquet!
Scalza, con i piedi bagnati scivolo.
D’istinto lascio andare l’asciugamano, cercando un appiglio con le mani di fronte e me.
Mi sento cadere, ma non avverto dolore.
Riapro gli occhi e vedo la porta a pochi millimetri dal mio naso.
Stavolta la vita me l’hai salvata tu!
Sono in punta di piedi, non ho perso l’equilibrio, ma l’asciugamano sì.
Ho il corpo sbilanciato e proteso in avanti e senza la tua presa sicura, a quest’ora avrei il naso incollato alla porta blindata.
Sei dietro di me.
Ho il tuo braccio destro che mi stringe forte il torace e il sinistro intorno alla vita.
Non so che fare.
Un po’ la paura, un po’ l’imbarazzo, un po’ la tua stretta , hanno mandato i battiti del mio cuore a mille.
Appoggio saldamente i piedi per terra e inspiro profondamente.
La tua presa si fa meno forte e la situazione incontrollata.
La tua mano destra, che ora non mi deve più sorreggere, mi sta palpando il seno quasi con la stessa forza che hai usato per evitarmi il volo.
Sono immobile.
Sensazioni forti mi scuotono. Sono preda di terrore, per la caduta evitata, imbarazzo per le tue affermazioni appena sentite ed eccitazione, per le tua mani calde su di me.
In silenzio, immobile, lascio fare.
La tua mano sinistra che era appoggiata al mio ventre ora è scesa molto più in basso, ancora più in basso..
Senza il minimo accorgimento, ti fai largo tra le mie gambe con le tue dita.
Ti lascio fare.
Mi tocchi con ardore tanto da alzarmi quasi da terra.
Ti lascio fare.
Sul mio fondoschiena sento pulsare il tuo membro duro che sembra voglia penetrarmi nonostante i pantaloni, e lo sento grosso..
Ti lascio fare.. anzi no..
Devo liberarmi dalle tue braccia e scappare a casa, devo andare subito..
Ma continuo a lasciarti fare.
Ho le tue dita vogliose tra le gambe e i seni preda dell’altra tua mano, così inizio a strofinare morbidamente il fondoschiena su e giù appoggiandomi a te.
Ti lascio fare e ora confusamente mi piace.
Mi lasci il seno e mi prendi il viso girandolo e mi sussurri all’orecchio che vuoi sentire se faccio tanto rumore anche con te, mi dici che era da mesi che non pensavi ad altro..
Devo andare.
Lasciami andare!
..ma resto..
E ti lascio fare.
Allargo bene le gambe e accolgo tra le natiche il tuo prorompente sesso ancora imprigionato nei pantaloni.
Appoggio i palmi delle mani alla porta, come se mi stessi perquisendo e in effetti lo stai facendo.
Togli all’improvviso dita e mani e io non mi giro, ma aspetto immobile la tua prossima mossa.
Ah..
Un forte gemito asseconda le tue voglie e accende i tuoi desideri.
Ah. Ancora.
Ah.
Sei entrato in me, duro.
Ti muovi, sbatti contro il mio sedere e so che dovrei andare, lo so..
Invece ti lascio fare, mi abbandono, e godo..
E più ti muovi e più godo e senza preoccuparmi del volume dei miei gemiti, ora lo so che ti piace.
Ti aggrappi prima alle tette e poi mi afferri i fianchi e la tua forza aumenta.
Ti sento spingere fino in fondo e poi delicatamente ti togli per penetrarmi ancora. Quando non ti ho dentro mi manchi. Per quei pochi secondi ti cerco e respiro solo quando ti sento sprofondare in me.
Avvicini la bocca al mio orecchio invitandomi a urlare tranquillamente, perché ti piace essere finalmente tu a farmi gridare di piacere.
Voglio che continui..
A malincuore mi sfilo l’oggetto di tanto piacere e nuda mi inginocchio davanti a te per prendertelo in bocca.
E’ bagnato e lecco tutto. Mi appoggi una mano sulla testa e accompagni i miei movimenti.
Lo succhio e ti stringo le mani intorno al fusto cercando di infilarmelo tutto in bocca ma viste le dimensioni mi devo accontentare della cappella.
La presa ai capelli si fa più forte
All’improvviso ti allontani dalle mie labbra e mi fai alzare sempre tenendo salda la tua mano tra i miei capelli.
Ora sono in piedi con in bocca il gusto del tuo cazzo e tra le cosce la sua forma. Con dolcezza, ma senza mollarmi, mi fai chinare per terra, provo a sfiorarti con la lingua, ma me lo impedisci e mi giri.
Sono a quattro zampe per terra e tu sei dietro.
So bene cosa vuoi e ansimando piagnucolo per la tua assenza, e aspetto.
Ti stai masturbando in piedi dicendo che vuoi goderti lo spettacolo. Io inizio a pregarti, non sopporto più il vuoto tra le mie gambe che colano tutta la mia incontenibile voglia.
Sei impassibile e mi guardi..!
Ti voglio!
Scandisco bene le sillabe e mi metto a strillare.
Sento appena la tua voce angelica che fiera mi dice che era proprio quello che volevi: le mie parole, ora finalmente solo per te...
Ho il fiatone per le grida e finalmente tu mi premi!
Ti abbassi su di me e mi pianti una fortissima manata su di una natica, poi un’altra e un’altra ancora. Ad ogni colpo urlo più forte e sento bruciare la pelle sotto le tue mani.
Metto il viso a terra e spingo il sedere più in su ad ogni schiaffo, intanto mi tocco non sazia, infilandomi le dita e leccandole e poi spingendole ancora dentro, mentre tu ti masturbi forte sul mio fondoschiena con una mano e con l’altra mi afferri e mi tiri vicina te.
Non ho appoggi e striscio la faccia sul parquet.
Smetto di toccarmi e senza cambiare posizione con le mani mi tocco le chiappe infuocate per le sberle, me le tocco e me le allargo per bene, invitandoti a nozze.
E’ quello che vuoi no? E allora prenditelo, dai prenditelo ora..
Non so se le ho pronunciate davvero queste parole o se le ho solo pensate, quello che è certo è che tu le hai sentite!
Affondi la tua faccia nel mio sedere bollente e con la lingua inizia a giocarci, la infili piano, poi aggiungi un dito..
Ah..
Poi le dita diventano due.
Ah..
La mia mano si sfrega forsennatamente sul clitoride e per un momento non sento nulla, poi, di colpo, come un lampo che mi trafigge e mi trapassa lasciandomi a terra senza fiato il tuo enorme membro è nel mio buchetto.
Riprendo sensi e fiato..
non so bene dove sento più male, piacere o bruciore, ma questo è un mix che mi sballa, una droga.
Mi stai chiedendo scusa per averlo così grosso, e intanto spingi più forte.
Io mi masturbo tu mi prendi da dietro e mi parli e io mi spingo le dita dentro più che posso tu godi io urlo. La mia mano aumenta la velocità e tu aumenti la spinta. Io ho la faccia schiacciata sul pavimento a ogni spinta godo e urlo e ti prego ti supplico di non smettere e tu aumenti forza e velocità e io anche..
Un attimo.
Un istante e ho l’orgasmo più travolgente di sempre.
E’ il vuoto.
E’ il silenzio.
Due corpi che respirano a fatica sul pavimento di un elegante appartamento in centro.
E’ come se la corrente fosse mancata di nuovo, ma stavolta nel mio cervello.
E’ il buio.
E’ il nulla e il tutto mescolati insieme.
E’ il cuore che rimbomba assordante sul pavimento. Il mio? Il tuo? Non so, non capisco e non mi interessa. E’ lo stesso battito che all’unisono riempie la stanza di melodia.
Non mi sono ancora mossa e solo ora sento la tuo piacere caldo scivolarmi tra le cosce.
Mi sdraio. Giro la testa e ti guardo: sei sfinito, ma con una bella luce negli occhi. Mi sorridi e io ricambio.
Allunghi una mano e mi sfiori il viso, mi accarezzi.
E’ il giorno.
E’ la notte.
E’ l’essenza di tutti i colori.
E’ il succo del piacere.
E’ il nettare della felicità.
E’ solo un attimo lo so, e uscita da quella porta diventerà solo un ricordo, ne sono certa.
Lo so io, e lo sai tu, ma ora mi gusto in pieno quest’aria densa di piacere puro, che inebria e nutre le nostre anime.
Tu non sei alla mia portata.. troppo bello, troppo elegante..
E io fuori da quella porta continuerò a farmi scopare e a urlare (ora sicuramente più forte) col perdente di turno, e tu continuerai a immaginarmi a cavallo di insignificanti esseri umani, mentre con la tua chitarra suonerai e canterai..”love was made for you and me..” alla bella, raffinata, colta, donna fortunata, che sbattendoti le ciglia ricoperte da un mascara indelebile da 80 euro e sorridendoti con un rossetto super rimpolpante da 120 euro, sognerà corse su spiagge esotiche, mano nella mano, occhi negli occhi con te..
E quando poserai la chitarra trasmettendole con lo sguardo la tua forza e la tua passione, e le afferrerai il viso con ardore per baciarla… lei candidamente e pianissimo ti sussurrerà all’orecchio :”ahi ahi i capelli!
Dai così sei sui capelli!!”
……… a buon intenditor….

© 2011 by Bonny