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lunedì 7 marzo 2011

Storia di un Amore


di Io Besos...

Il cuore diceva vivi l’attimo, con tutto l’amore e la passione che senti dentro di te.
La ragione diceva fermati, pensa bene a quello che stai facendo. E’ una pazzia!
Alla fine aveva prevalso il cuore, chi non è un po’ pazzo in amore?
Si sarebbero incontrati nel tardo pomeriggio da lei, avrebbero cenato assieme, poi, forse lui, si sarebbe fermato anche a dormire.
Sapeva di essere ancora una bella donna, nonostante i suoi quarant’anni passati da un po’.
La sensualità era innata in lei, non aveva mai usato strategie per esserlo, riusciva ad esserlo nel modo più naturale possibile.
Questa volta però era imbarazzatissima, ogni cosa indossasse per quell’incontro le sembrava fuori luogo.
Lui le aveva chiesto di indossare una mini, autoreggenti, maglietta scollata e intimo sexy, lei così vestita, si sentiva come una vecchia puttanona, che incontrava il bellissimo ragazzo! Lo aveva detto a lui, che si era arrabbiato, non voleva sentirla parlare così, lei per lui era il suo amore segreto, la sua cucciolona da coccolare, amare, rendere felice…
Lui era il cucciolo, che era riuscito a prenderle il cuore, con emozioni e tenerezze dimenticate. Le telefonava e le inviava centinaia di sms ogni giorno, le riempiva la vita di gioia, la colmava di attenzioni, facendola sentire unica e importante per lui. Se passava davanti ad una vetrina e vedeva un completino che attirava la sua attenzione, la chiamava per chiederle le misure, le diceva: ”Amore è fatto per te…solo tu puoi indossarlo…devo prendertelo!” Tutto questo, nessun uomo, era più riuscito a darglielo. In molti la corteggiavano, ma ognuno riusciva a deluderla, a smontarla prima ancora di incontrarla, chi la corteggiava dal lunedì al venerdì, per poi sparire il sabato e la domenica, inventandosi assurde banalità, chi dope le prime telefonate, trovava tutte le scuse possibili, per farsi chiamare, chi la voleva disponibile ai propri comodi, nessuno mai era riuscito a sorprenderla!
Lui era tutto ciò che chiedeva ad un uomo! Era lei che ora voleva sorprenderlo, conquistarlo! Le avrebbe dato tutto…e molto di più…ma un po’ alla volta…a piccole dosi, per non farlo stancare mai di lei. Sapeva che non sarebbe durato per sempre, che non doveva essere egoista, che prima o poi, lei stessa avrebbe dovuto spingerlo a volare per altri lidi, ma voleva lasciargli il ricordo più bello, di un amore nascosto, un regalo, che lui avrebbe conservato, nello scrigno del suo cuore per sempre.
Sono le 18,30 quando lui la chiama per l’ennesima volta, questa volta però è sotto casa e non sa’ che lei lo sta’ vedendo dalla finestra, lo vede scendere dalla macchina, in una mano tiene il telefono e parla con lei, nell’altra una busta con dentro tanti pacchetti e un mazzo di fiori, l’ennesima sorpresa, che la emoziona come una bambina!
Le apre la porta e lo abbraccia subito, lui posa i fiori e il sacchetto sul mobile dell’entrata, la prende in braccio e la bacia con un desiderio incontenibile.
Finalmente soli, lei e lui, chiudono la porta e le imposte delle finestre, spengono i cellulari, niente luce elettrica, solo alcune candele che si apprestano ad accendere e per loro non esiste più nulla!
Lui si siede sulla sedia e le chiede di sedersi sulle sue gambe, lei si siede a gambe aperte, si guardano negli occhi per un istante, ma a loro sembra un’eternità…poi lei inizia ad accarezzargli i capelli, mentre riempie il suo viso di baci, lui esplora il suo corpo, come se le sue mani fossero una matita e la sua mente un foglio bianco, dove delineare i contorni, per imprimerli per sempre.
Il desiderio è sempre più forte, ma la dolcezza di entrambi riesce a dominarlo. Le loro lingue, intrecciate in baci sempre più appassionati, hanno già avuto più di un orgasmo.
Lui le sfila la maglietta e inizia a baciarle il seno, senza toglierle il reggiseno, le morde i capezzoli che ha fatto uscire dal bordo del reggiseno, lei è bagnatissima e lui ha un’asta rigidissima che lei fa’ sentire alla sua vulva, dimenandosi sopra fino a che lui non la solleva per alzarsi, sfilarsi i pantaloni e i boxer e chiederle di andare sul letto, di togliersi la gonna e il perizoma e di stendersi. Prende il sacchetto e tira fuori una benda che le lega sul viso, coprendole gli occhi, le lega le mani alla testata del letto, lei è completamente nelle sue mani e non vede nulla. Lo sente muoversi e toccare il sacchetto, ha appoggiato qualche cosa sul letto, ma non riesce a capire cosa, lo sente uscire dalla stanza, deve essere in cucina, le sembra di sentire accendere il fornello, lo sente arrivare, è sopra di lei, ha appoggiato sulle sue labbra la sua asta, l’ha riconosciuta subito, rigidissima, l’accoglie nella sua bocca, lui la spinge tutta, fino a soffocarla, per poi ritirarla di colpo e sedersi sul suo ventre, lei non capisce cosa stia succedendo, quando sente una goccia caldissima cadere su un suo seno, urla, le sembra di bruciare, è solo un attimo, subito ne cade un’altra sull’altro seno, urla di nuovo, il bruciore è fortissimo, sente le gocce caldissime cadere sul suo corpo e solidificarsi subito, quel bruciore inizia a darle piacere, sente lui succhiare quelle gocce sul suo corpo, come se stesse facendole dei succhiotti, poi un bacio dolcissimo…da lì capisce che sono gocce di miele sciolto sul fuoco. Lo sente ancora alzarsi ed uscire dalla stanza per tornare quasi subito, risedersi sopra di lei e…questa volta le gocce sono gelate, urla per i brividi che il suo corpo sta’ provando. Arriva con il cubetto di ghiaccio sulla sua vulva e gioca sul suo clitoride e sulle sue labbra, fino a farlo sciogliere un po’ nella vulva caldissima e bagnatissima, poi ne spinge uno dentro la vagina e l’altro nell’altro buchino. Il piacere dato dai brividi fortissimi di freddo è così forte, da farla urlare come non aveva mai fatto in vita sua, dalla vagina esce nettare del suo piacere e acqua del ghiaccio sciolto, lo stesso dal buchino dietro. Lui beve tutto e poi la penetra con violenza, prima davanti e poi dietro, lei è in estasi…non capisce più nulla…un piacere dopo l’altro…lo prega di fermarsi, lo sente uscire, per infilarsi nella sua bocca e inondarla del suo piacere…beve tutto.
Lo sente stendersi al suo fianco spossato… “Slegami e toglimi la benda, voglio vederti e abbracciarti amore mio”.
E’ su di lei in silenzio e lei capisce che la sta’ osservando, per imprimere quel corpo nella sua mente, senza essere visto, poi le slega le mani e le toglie la benda dagli occhi.
La prima cosa che vede è il suo viso e i suoi bellissimi occhi, poi il suo corpo da adone.
E’ lì, con lei e l’abbraccia con tenerezza, il suo cucciolo l’ha portata all’estasi!
Nessuna ragione, avrebbe avuto il sopravvento, su’ quel bellissimo dono che il destino le aveva riservato.


© 2011 by Io Besos...

Una Bella Storia

di Bonny

“Ciao”
“Ciao”
È da anni che viviamo nello stesso palazzo e ci incontriamo solo per ritirare la posta o per buttare la spazzatura, ma i nostri dialoghi non sono mai andati oltre il cordiale saluto.
Sei un davvero bel tipo, lo ammetto. Hai un’aria seria ed elegante, la voce calda e profonda e si sente che corsi di dizione hanno quasi cancellato del tutto influenze dialettali, vesti in modo raffinato e curato, sempre impeccabile, e sicuramente sei colto e in carriera. Sì, insomma non alla mia portata.
A volte quando ti incrocio, come ora, cerco di evitare il tuo sguardo diretto: un po’ mi vergogno, mi sono sempre chiesta se hai mai sentito le mie urla mentre mi faccio scopare dallo sfigato di turno.
Ecco io sono così: rumorosa, ma non me ne rendo conto; però mi è stato detto più volte.. faccio rumore quando faccio sesso, quando parlo e anche quando mi muovo, mentre dal tuo appartamento, che è proprio sotto al mio, sento solo silenzio, e a volte, il suono della tua chitarra e tu, che divinamente canti.
Come dicevo non sei alla mia portata, emettiamo anche suoni diversi, evidentemente anche la nostra specie non è la stessa!
Finalmente a casa.
Giornata devastante, e in più il diluvio! E’ mancata la corrente elettrica già un paio di volte.
Urge una doccia bollente.
Mi spoglio buttando tutto alla rinfusa per terra in camera da letto e nuda vado in bagno.
Avvolta da una nuvola di vapore sento che l’acqua calda scivolando su di me irrora corpo e anima..
Ah.. che sollievo, mi sento rinasc…
Cazzo no! Sono al buio, inzuppata da gocce improvvisamente gelide!
E’ saltata ancora la luce.
Alla cieca, provo a uscire dalla doccia cercando il contatore. Lo tocco e.. nooo!
Tutta bagnata, appena lo sfioro fa scintille come fuochi d’artificio e sento una preoccupante puzza di bruciato.
Ho rischiato la vita. Già, ma ora: sana, salva, bagnata, nuda e senza luce, che faccio?
Provo a tornare in bagno e prendo il primo asciugamano che trovo, è piccolo, ma copre lo stretto indispensabile per uscire e andare da Sara, la mia vicina di pianerottolo: lei avrà certamente una torcia da prestarmi..
Esco.
Nelle scale la luce c’è, ma Sara no .E ora? Scendo e l’unico che conosco sei tu.
Provo a suonare.
Sento musica all’interno di casa tua e riprovo a suonare. Musica e nulla. Provo l’ultima volta e poi aspetterò Sara.
Nulla.
Faccio per salire e si apre la porta.
Hai i pantaloni della tuta grigi e una maglietta larga e lunga tipo basket, il bianco candido fa risaltare l’incarnato della tua pelle e il blu del 23 che svetta sul tuo torace è lo stesso dei tuoi occhi.
La tua divisa abituale è composta da abito grigio, camicia bianca e cravatta in tinta e forse questo abbigliamento ti conferisce un aspetto più severo, visto così invece.. sei tu e sei davvero bello.
Mi sorridi e vedi che sono in netta difficoltà e in totale imbarazzo. Mi fai entrare e ti spiego.
A ogni passo lascio le mie orme sul tuo pregiato parquet. So di non essere presentabile: ho l’asciugamano che ora sembra ancora più corto e stretto avvolto addosso, il trucco che colando, sta lasciando segni di guerra indiani sul mio viso e i capelli bagnati che gocciolano.
Ti offri gentilmente di farmi chiamare la compagnia per l’energia elettrica, e intanto ti inginocchi sotto il lavandino in cucina per cercare una torcia.
Mi fai accomodare, ma non accetto.
Insisti, ma no grazie.
Ancora insisti, ma ho detto di no! Ma lo capisci o no che se mi siedo sui tuoi sgabelli il misero pezzo di spugna che mi ricopre assumerà dimensioni inesistenti?
Ah, forse è per quello che ci tieni così tanto a farmi sedere. Ok, sorrido e accetto.
Mi accomodo con non poco imbarazzo, tu sei poco distante, accovacciato a cercare la pila, ma ti giri spesso e mi guardi, e non negli occhi. E intanto parli e guardi, guardi eccome..
Bonny, stai ferma.
No, Bonny.
Bonny, non farlo..
Ok. l’ho fatto.
Lentamente e spudoratamente accavallo le gambe, così puoi vedere meglio ciò che desideravi, no?
Divertita, faccio finta di nulla, mentre tu ancora cerchi e ancora parli, fino a quando mi chiedi se ultimamente mi vedo con qualcuno. Ma che domanda è? Noi non abbiamo una tale confidenza e subito, candidamente rispondo di no.
Quasi con dolcezza, mi dici che lo immaginavi, perché è da un po’ che non senti rumori strani notturni provenire dal mio appartamento.
Ops! Beccata!
Rimango senza parole..
Che vergogna! Lo immaginavo certo, ma non ne avevo la certezza, fino ad ora.. 
Tu cosi fine ed elegante che pensi a me.. in quel modo?
Non riesco quasi a guardarti e tu lo capisci..
Ti alzi porgendomi il telefono portatile e provando a togliermi dallo stato di profondo imbarazzo in cui tu mi hai gettato e con una leggera carezza sulla spalla asserisci che per te non erano rumori fastidiosi, anzi..
Con serenità e soddisfazione poi confessi di esserti eccitato più volte ascoltandomi.
Di certo, questo non migliora la mia situazione già notevolmente compromessa, e capisco che è meglio che io torni nel mio buio appartamento.
Ti dico che ho freddo e scendo dallo sgabello.
Sono nervosa, frettolosamente mi avvio alla porta ma…
Maledetto parquet!
Scalza, con i piedi bagnati scivolo.
D’istinto lascio andare l’asciugamano, cercando un appiglio con le mani di fronte e me.
Mi sento cadere, ma non avverto dolore.
Riapro gli occhi e vedo la porta a pochi millimetri dal mio naso.
Stavolta la vita me l’hai salvata tu!
Sono in punta di piedi, non ho perso l’equilibrio, ma l’asciugamano sì.
Ho il corpo sbilanciato e proteso in avanti e senza la tua presa sicura, a quest’ora avrei il naso incollato alla porta blindata.
Sei dietro di me.
Ho il tuo braccio destro che mi stringe forte il torace e il sinistro intorno alla vita.
Non so che fare.
Un po’ la paura, un po’ l’imbarazzo, un po’ la tua stretta , hanno mandato i battiti del mio cuore a mille.
Appoggio saldamente i piedi per terra e inspiro profondamente.
La tua presa si fa meno forte e la situazione incontrollata.
La tua mano destra, che ora non mi deve più sorreggere, mi sta palpando il seno quasi con la stessa forza che hai usato per evitarmi il volo.
Sono immobile.
Sensazioni forti mi scuotono. Sono preda di terrore, per la caduta evitata, imbarazzo per le tue affermazioni appena sentite ed eccitazione, per le tua mani calde su di me.
In silenzio, immobile, lascio fare.
La tua mano sinistra che era appoggiata al mio ventre ora è scesa molto più in basso, ancora più in basso..
Senza il minimo accorgimento, ti fai largo tra le mie gambe con le tue dita.
Ti lascio fare.
Mi tocchi con ardore tanto da alzarmi quasi da terra.
Ti lascio fare.
Sul mio fondoschiena sento pulsare il tuo membro duro che sembra voglia penetrarmi nonostante i pantaloni, e lo sento grosso..
Ti lascio fare.. anzi no..
Devo liberarmi dalle tue braccia e scappare a casa, devo andare subito..
Ma continuo a lasciarti fare.
Ho le tue dita vogliose tra le gambe e i seni preda dell’altra tua mano, così inizio a strofinare morbidamente il fondoschiena su e giù appoggiandomi a te.
Ti lascio fare e ora confusamente mi piace.
Mi lasci il seno e mi prendi il viso girandolo e mi sussurri all’orecchio che vuoi sentire se faccio tanto rumore anche con te, mi dici che era da mesi che non pensavi ad altro..
Devo andare.
Lasciami andare!
..ma resto..
E ti lascio fare.
Allargo bene le gambe e accolgo tra le natiche il tuo prorompente sesso ancora imprigionato nei pantaloni.
Appoggio i palmi delle mani alla porta, come se mi stessi perquisendo e in effetti lo stai facendo.
Togli all’improvviso dita e mani e io non mi giro, ma aspetto immobile la tua prossima mossa.
Ah..
Un forte gemito asseconda le tue voglie e accende i tuoi desideri.
Ah. Ancora.
Ah.
Sei entrato in me, duro.
Ti muovi, sbatti contro il mio sedere e so che dovrei andare, lo so..
Invece ti lascio fare, mi abbandono, e godo..
E più ti muovi e più godo e senza preoccuparmi del volume dei miei gemiti, ora lo so che ti piace.
Ti aggrappi prima alle tette e poi mi afferri i fianchi e la tua forza aumenta.
Ti sento spingere fino in fondo e poi delicatamente ti togli per penetrarmi ancora. Quando non ti ho dentro mi manchi. Per quei pochi secondi ti cerco e respiro solo quando ti sento sprofondare in me.
Avvicini la bocca al mio orecchio invitandomi a urlare tranquillamente, perché ti piace essere finalmente tu a farmi gridare di piacere.
Voglio che continui..
A malincuore mi sfilo l’oggetto di tanto piacere e nuda mi inginocchio davanti a te per prendertelo in bocca.
E’ bagnato e lecco tutto. Mi appoggi una mano sulla testa e accompagni i miei movimenti.
Lo succhio e ti stringo le mani intorno al fusto cercando di infilarmelo tutto in bocca ma viste le dimensioni mi devo accontentare della cappella.
La presa ai capelli si fa più forte
All’improvviso ti allontani dalle mie labbra e mi fai alzare sempre tenendo salda la tua mano tra i miei capelli.
Ora sono in piedi con in bocca il gusto del tuo cazzo e tra le cosce la sua forma. Con dolcezza, ma senza mollarmi, mi fai chinare per terra, provo a sfiorarti con la lingua, ma me lo impedisci e mi giri.
Sono a quattro zampe per terra e tu sei dietro.
So bene cosa vuoi e ansimando piagnucolo per la tua assenza, e aspetto.
Ti stai masturbando in piedi dicendo che vuoi goderti lo spettacolo. Io inizio a pregarti, non sopporto più il vuoto tra le mie gambe che colano tutta la mia incontenibile voglia.
Sei impassibile e mi guardi..!
Ti voglio!
Scandisco bene le sillabe e mi metto a strillare.
Sento appena la tua voce angelica che fiera mi dice che era proprio quello che volevi: le mie parole, ora finalmente solo per te...
Ho il fiatone per le grida e finalmente tu mi premi!
Ti abbassi su di me e mi pianti una fortissima manata su di una natica, poi un’altra e un’altra ancora. Ad ogni colpo urlo più forte e sento bruciare la pelle sotto le tue mani.
Metto il viso a terra e spingo il sedere più in su ad ogni schiaffo, intanto mi tocco non sazia, infilandomi le dita e leccandole e poi spingendole ancora dentro, mentre tu ti masturbi forte sul mio fondoschiena con una mano e con l’altra mi afferri e mi tiri vicina te.
Non ho appoggi e striscio la faccia sul parquet.
Smetto di toccarmi e senza cambiare posizione con le mani mi tocco le chiappe infuocate per le sberle, me le tocco e me le allargo per bene, invitandoti a nozze.
E’ quello che vuoi no? E allora prenditelo, dai prenditelo ora..
Non so se le ho pronunciate davvero queste parole o se le ho solo pensate, quello che è certo è che tu le hai sentite!
Affondi la tua faccia nel mio sedere bollente e con la lingua inizia a giocarci, la infili piano, poi aggiungi un dito..
Ah..
Poi le dita diventano due.
Ah..
La mia mano si sfrega forsennatamente sul clitoride e per un momento non sento nulla, poi, di colpo, come un lampo che mi trafigge e mi trapassa lasciandomi a terra senza fiato il tuo enorme membro è nel mio buchetto.
Riprendo sensi e fiato..
non so bene dove sento più male, piacere o bruciore, ma questo è un mix che mi sballa, una droga.
Mi stai chiedendo scusa per averlo così grosso, e intanto spingi più forte.
Io mi masturbo tu mi prendi da dietro e mi parli e io mi spingo le dita dentro più che posso tu godi io urlo. La mia mano aumenta la velocità e tu aumenti la spinta. Io ho la faccia schiacciata sul pavimento a ogni spinta godo e urlo e ti prego ti supplico di non smettere e tu aumenti forza e velocità e io anche..
Un attimo.
Un istante e ho l’orgasmo più travolgente di sempre.
E’ il vuoto.
E’ il silenzio.
Due corpi che respirano a fatica sul pavimento di un elegante appartamento in centro.
E’ come se la corrente fosse mancata di nuovo, ma stavolta nel mio cervello.
E’ il buio.
E’ il nulla e il tutto mescolati insieme.
E’ il cuore che rimbomba assordante sul pavimento. Il mio? Il tuo? Non so, non capisco e non mi interessa. E’ lo stesso battito che all’unisono riempie la stanza di melodia.
Non mi sono ancora mossa e solo ora sento la tuo piacere caldo scivolarmi tra le cosce.
Mi sdraio. Giro la testa e ti guardo: sei sfinito, ma con una bella luce negli occhi. Mi sorridi e io ricambio.
Allunghi una mano e mi sfiori il viso, mi accarezzi.
E’ il giorno.
E’ la notte.
E’ l’essenza di tutti i colori.
E’ il succo del piacere.
E’ il nettare della felicità.
E’ solo un attimo lo so, e uscita da quella porta diventerà solo un ricordo, ne sono certa.
Lo so io, e lo sai tu, ma ora mi gusto in pieno quest’aria densa di piacere puro, che inebria e nutre le nostre anime.
Tu non sei alla mia portata.. troppo bello, troppo elegante..
E io fuori da quella porta continuerò a farmi scopare e a urlare (ora sicuramente più forte) col perdente di turno, e tu continuerai a immaginarmi a cavallo di insignificanti esseri umani, mentre con la tua chitarra suonerai e canterai..”love was made for you and me..” alla bella, raffinata, colta, donna fortunata, che sbattendoti le ciglia ricoperte da un mascara indelebile da 80 euro e sorridendoti con un rossetto super rimpolpante da 120 euro, sognerà corse su spiagge esotiche, mano nella mano, occhi negli occhi con te..
E quando poserai la chitarra trasmettendole con lo sguardo la tua forza e la tua passione, e le afferrerai il viso con ardore per baciarla… lei candidamente e pianissimo ti sussurrerà all’orecchio :”ahi ahi i capelli!
Dai così sei sui capelli!!”
……… a buon intenditor….

© 2011 by Bonny

venerdì 4 marzo 2011

Il cinema

“ecco sono questi i nostri posti” ..ed indico alla mia amica un paio di posti..al centro della fila..ci infiliamo tra le gambe delle persone sedute che per agevolargi si alzano chi…gentilmente..chi più spazientito…ma la mia attenzione viene subito rapita dalla persona vicina al mio numero..è una bellissima donna….bionda..capelli mossi sin oltre le spalle…una splendida camicia scura dove si mette in bella mostra un curioso e particolare bijou…portato su un decoltè pieno e piacevolissimo….lei si alza per farci passare e per tenere stretta la pochette che portava sul grembo…nn si accorge di aver fatto salire indiscretamente la gonna che maliziosamente. dal leggero spacco laterale lascia scoperta la balza delle autoreggenti…mi siedo al suo fianco e le porgo la giacca che aveva lasciato per comodita sulla mia poltroncina…la prende e così facendo mi sfiora le mani….le sue sono deliziosamente calde…mi sorride e le osservo quella bocca ..rossa..contornata da una matita che ne mette in risalto la bella forma invitante. Mi sistemo e tengo il mio cappotto sulle gambe…
Inizia il film..e tutto si spegne…ma nel buio..nn posso fare a meno di guardarti…ti osservo ..sotto la luce che arriva dalle immagini del grande schermo..ti passi la lingua sulle labbra..come per tenerle..umide… le mani che tieni sulla tua giacca appoggiata sulle tue gambe..passano come in un gesto distratto…verso il seno..sembrano come sfiorarlo..un piccolo gesto delle dita…noto..ora..sotto la camicia sporgere come due bottoncini i tuoi capezzoli turgidi,..spingono sotto la stoffa del reggiseno…e della camicia..ti guardo il viso e mi accorgo che mi stai guardando..subito imbarazzato…come scoperto mi giro cercando indifferente le immagini del film…….poi un tocco..sento una mano sfiorarmi la gamba…porto immediatamente il cappotto a coprire…ed infilo le mie mani sotto….ecco..sento le tue dita…s’intrecciano..con le mie…mi volto…e mi stai fissando…poi prendi la mia mano..e la porti verso di te….nascosta dai nostri cappotti che entrambi..teniamo sule gambe…lasci la mia mano…e la fai posare sulla tua gambe…sento le calze…velate cerco di nn smagliarle…tu sposti il tuo bacino in avanti…sin sulla punta della poltroncina e così facendo..la mia mano …passa oltre la balza..ed arriva a sentire la telle morbida…calda..vellutata…sotto la tua gonna…nn mi fermo….e salgo..sino a sentire sotto le dita…un morbido e sottile elastico..lo forzo leggermente…tu con abilità..apri leggermente le coscie…e le mie dita arrivano finalmente…a sforare riccioli di seta…sento un calore umido sulle mie dita…proseguo come un prode esploratore..che cerca un tesoro …troppo invitante….eccolo..le labbra…si schiudono alla piccola pressione del mio dito…ed entra..come tra pareti di burro avvolto nel tuo calore più intimo……..scattano i titoli di coda…le prime luci si accendo..ed io velocemente mi ricompongo e tu accavalli le gambe coprendoti con la giacca….ci guardiamo…ed io porto alla mia bocca quel dito…lo assaporo…e tu mi guardi…sorridi….poi il tuo compagno ti chiama ti aiuta ad indossare la giacca….e voltandoti….ti vedo allontanare…ma il tuo sapore…rimane cone me..

Giber

Motel k (scritto da Giber)

Finalmente dopo tante telefonate….e chiacchere in chat decidiamo di incontrarci. Ci siamo conosciuti in una normalissima chat…due chiacchere…poi incuriositi ci siamo scambiati msn…e telefono…che bello sentire la tua voce…ricordo ancora…tra le tante cose quella volta che ..stesa sul letto..ti sei lasciata andare…cominciando a sfiorare la tua pelle…infilare una mano nelle tue mutandine le dita…nella tua intimità..i tuoi sospiri sono aumentati…il tuo ansimare sempre più veloce..sino a sentire il tuo orgasmo arrivare impetuoso. Decidiamo di vederci finalmente…con la voglia di conoscerci di persona…liberi di scegliere…se nn mi trovi interessante…ci aspetta un buon gelato …altrimenti..chissà..
Salgo a milano…il metrò sino alla fermata che mi hai indicato…appuntamento all’edicola….ecco arrivi con la tua auto..mi sorridi..ti fermi e mi fai salire….ci guardiamo…ci salutiamo….e ci baciamo perché è quello che entrambi desideravamo.La tua bocca ..le tue labbra…la tua lingua s’intreccia con la mia sei un turbine…allunfo le mani sulle tue gambe…risalgo sino a sentire la fine delle autoreggenti sotto il vestito…mi stacco e ti chiedo…” allora…gelato?..” tu ridi…accendi l’auto e via..” ti porto in un posto nuovo qui vicino..un motel stupendo”…pochi minuti e siamo al silver…entriamo nella nostra stanza…sono emozionato nn lo nascondo nn ero mai stato in un motel…con…una amica.
Ti voglio guardare bene….i tuoi capelli neri e corti…il tuo sorriso..ti togli il chiodo di pelle…e rimani con un abito in maglia….le calze…e gli stivali neri…mi siedo sulla poltrona…e voglio godermi lo spettacolo…del tuo corpo…
Sfili il vestito…. togli gli stivaletti….e rimani in autoreggenti e lingerie….nera bordata di rosa…il tanga è trasparente….vedo il nero dei tuoi peli pubici…ben rasati…nn resisto…è troppo che volevo..baciarti e leccarti…mi avvicino e ti sfilo lo slip…sento l’odore del tuo sesso arrivarmi come un invito irresistibile…sono in ginocchio tra le tue cosce…tu in piedi solo in reggiseno e calze…comincio a leccartela…è buona….e subito il tuo clitoride si gonfia…grosso…lo prendo in bocca e lo succhio…poi lecco in profondità tra le tue labbra..ti faccio sedere sul letto ed aprire bene le gambe…voglio sentire che godi nella mia bocca…infilo un dito…poi due…e lecco tra le tue labbra aperte….sino a sentire che mi riempi di umori…godendo….ti lascio stesa sul letto…ora mi spoglio io…poi ti sfilo le calze…e slaccio il reggiseno..ora siamo entrambi nudi…ammiro la tua pelle seguo con la bocca i tuoi tattoo….torniamo a baciarci….e abbracciati guardiamo i nostri corpi stretti nello specchio a soffitto..poi mi giri e monti su di me…lo prendi in mano…e lo guidi dentro di te…ti muovi e mi cavalchi mentre io avvicino la mia bocca al tuo seno e prendo i tuoi capezzoli duri tra le labbra…e li succhio ….poi ti giro…voglio prenderti da dietro…ti metti a carponi…ed io dietro di te…ti penetro…e mi guardo nello specchio…che spettacolo la tua schiena con quel disegno…che la percorre tutta…le mie mani sulle tue chiappe morbide…vorrei infilarlo anche li….ma tu mi dici….”la prossima volta mio caro”….e così facendo prendi la mia mano la porti davanti tra le coscie…e mi fai sentire il tuo clito duro e grosso..e insegni alla mia mano come toccarti…mi muovo dentro di te..e le mie dita ti procurano piacere….godi ..godi…così..splendidooooooo….esco dalle tue grandi labbra ancora duro….ti giri…e lo prendi in bocca…lo lecchi…e mi fai godere….mi lascio andare e ti schizzo addosso…ci lasciamo andare sul letto stretti…e ci guardiamo…i nostri corpi vicini…vorrei fotografarti così…splendida…appagata…
….mi parli…mi sfiori…mi baci…il mio corpo…si stringe al tuo…ti stendi sul letto…e mi prendi sopra di te…apri le gambe…il tuo sesso è ancora gonfio e bagnato…ed io sono ancora eccitato…duro..ed entro dentro di te..come in un lago caldo…mi sussurri dolci parole…e vuoi sentirmi godere….io spingo…tu guardi nello specchio il riflesso del mio corpo che sopra di te…spinge…stringi le gambe….mi tieni ..ed io ho un orgasmo splendido dentro di te….
….eccoci nello specchio riflessi…e ci diamo appuntamento…per un nuovo incontro…di splendidi attimi tutti per noi….

Giber

Balli lenti (scritto da Giber)

Tutta colpa di quel mio amico…amico in comune.. che ci ha presentati. Era una bella sera di fine estate..una bella discoteca all’aperto…buona musica e chiaccherare con te è davvero piacevole; mi piace come mi sorridi e adoro il tuo essere spiritosa…e piccante in certe risposte…seduta ..accavalli le tue gambe..nella lunga gonna di lino che ben si abbina a quella camicia che tieni maliziosamente sbottonata sul tuo seno decisamente florido....”dai andiamo a ballare un po’” e così mi prendi per mano e mi fai salire in pista…del buon vecchio sound 80…che ballo sempre con piacere…poi come un tempo…cominciano i lenti…wow..era una vita che nn li ballavo…tu senza indugio..ti stringi a me…sei piccolina…appoggi i tuoi capelli lisci sul mio petto…e sento il tuo seno premere contro di me…dall’alto…sbircio nel tuo decoltè…un magnifico seno stretto da un reggiseno nero….tu mi guardi e sorridi…hai capito dove stavo guardando …” è abbinato alla brasiliana…che indosso” mi dici maliziosamente. Troppo curioso…comincio a scendere con le mani…dalla schiena…sento l’allacciatura del reggiseno…sempre più giù..passo il bordo della gonna leggera…sento le morbide curve de tuo culetto…avvolte in quella brasiliana…che ora son curioso di scoprire…ti stò palpando spudoratamente e tu ti stringi sempre più a me…mi guardi…la tua bocca semi aperta..chiede solo di essere baciata…avvicino la mie labbra alle tue..calde umide..le lingue si cercano…un bacio davvero coinvolgente….mi eccita averti stretta a me….e tu lo senti..sfregando il tuo bacino..contro i miei jeans…senti quanto sono gonfi..e furbamente…fai scivolare una tua mano tra noi…e lo sfiori…come a tastarne la consistenza……”basta…vieni con me..” ti prendo per mano…e ti porto fuori dalla pista…passiamo in una zona buia dietro ad un muretto siamo soli…o almeno credo…ma nn importa…ti metto spalle al muro..e ti bacio labbra…bocca…lingua…scendo sul tuo collo…pelle calda…poi ancora giù nello scollo della tua camicia…che sbottono…sino a scoprire il reggiseno nero…una coppa piena..faccio uscire il tuo seno…un capezzolo già grosso sbuca…e finisce tra le mie labbra…che succhiandolo ti fà sospirare….mi abbasso…ti alzo la gonna e mi inginocchio tra le tue gambe…ho il triangolo di sottile stoffa nera davantia a me…passo le dita sull’elastico e lo srotolo giù….riccioli scuri..circondano due labbra rosse….alzi la gamba e faccio scivolare via la bella brasiliana….così facendo allarghi le gambe..e il tuo sesso si schiude…lasciandomi due labbra umide…che inizio a leccare…passo la mia lingua….dentro..come penetrandoti..poi prendo tra le labbra il tuo bottoncino duro..lo succhio…e ripasso con la mia lingua per gustare il sapore del tuo sesso…le mie mani prendo le tue chiappe….le stringo…e con le dita sfioro il tuo buchetto..tu sospiri sempre più mentre ti prendi le tette tra le mani..strizzando i tuoi capezzoli tra le dita…sempre di più sino ad avere un orgasmo…che mi bevo tra le tue gambe…tremanti……riprendi i tuoi slip..e li rimetti dento la borsetta….e via così..usciamo dal locale…..verso la mia macchina…..che bella serata….piccante

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