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domenica 26 dicembre 2010

Le emozioni scorrono libere e le inbizioni si dissolvono col colore della vita...

venerdì 24 dicembre 2010

Il treno


C'era un tepore inebriante in quello scompartimento del treno e i sedili trasudavano di odore umano. Il ritmo del convoglio ci cullava e cullava i nostri pensieri.Lei era seduta vicino al finestrino,con sguardo distratto,bella da far paura,silenziosa e discreta,pareva immersa in un mondo tutto suodiv>La mano sosteneva pigramente la testa un po' reclinata e fissava lo sguardo oltre i vetri.
Il collo lungo e slanciato offriva in basso uno scollo ammiccante dove si intuiva un seno ,vibrante ad ogni picccola scossa.
Composta ,ordinata,i capelli neri ondulati che incorniciavano il suo volto di sfinge.
Io seduto di fronte non potevo che soffermarmi su di lei senza posare a lungo e quasi sfacciatamente lo sguardo,cercando di ostentare indifferenza,ma nel mio intimo ero turbato,inquieto.In fondo,vicino alla porta scorrevole,un uomo anziano dormiva profondamente e rumorosamente russava.Finalmente si mosse e accavallo' velocemente le gambe ed io trasalii per un atiimo, intravedendo le sue cosce tornite,ma lo fece con rapida compostezza.
Il viaggio era lungo e la sera non tardo' ad arrivare.Nella penombra dello scompartimento con la luce smorzata ed il tepore dell'aria calda si addormento' ed io potevo scrutarla come volevo senza imbarazzo .Potevo spogliarla con gli occhi,ora potevo indugiare con lo sguardo sulle sue forme superbe ,sul suo corpo eccitante.
Ogni tanto mi pareva che sospirasse mentre fortunatamente il vecchio accanto a me continuava a dormire ignaro dei miei desideri e delle mie voglie.La desiderai da subito,non so forse in quella situazione avrei desiderato qualsiasi donna,anche tu che leggi.Le gambe ora erano rilassate e leggermente divaricate e mi balenava nella mente un folle desiderio ,come sarebbe stato bello intrufolare un piede tra le sue cosce calde,ero pazzo?
Lei sembrava invitare il mio alluce a penetrarla delicatamente.Pareva mi dicese :"Vieni dentro di me ,insinuati,io sto dormendo,ma tu entra tranquillamente in me!"
Ero in trance non capivo piu' nulla ,piu' ci pensavo e piu' le gambe si aprivano dolcemente. Lei era lascivia e abbandonata ,le labbra semiaperte e le mani abbandonate sul suo grembo sembravano che accarezzassero il suo pube.
Non poteva essere vero ma certo e' che tolsi la scarpa e carico di adrenalina osai e...incredibilmenten lei gradi' il mio dono perche' lascio'che il mio alluce da timido e titubante salisse a lei .Mi rese piu' facile il compito perche' allargo' generosamente le cosce mentre continuava a tenere gli occhi chiusi.Dormiva?Era bollente ,umida e piena di voglia.Il buio
era nostro complice,ora mugolava,stringeva spasmodicamente e allargava le cosce per assecondarmi.
La penetrai con l'alluce lentamente,dolcemente.Ora non era piu' immobile ,gli occhi erano chiusi,penso in un'estasi di piacere proibito,mugolava sommessa,sussultando! Ed il vecchio accanto a noi dormiva il sonno dei giusti,mentre noi scoppiavamo del nostro piacere e venimmo entrambi lei carezzata dal mio alluce,io dalla mano nascosta nel mo pantalone.Questo si che e' vero piacere !
Rosalba 12/12/10

sabato 18 dicembre 2010

Il cellulare



Ripenso spesso a quella sera scapigliata, e mi ritrovo a riderne e a gioirne. La rivivo spesso mentalmente e ancora mi stupisco di me stessa. E' incredibile come possiamo amplificare le nostre emozioni, galoppare i nostri desideri, emozionarci sull'onda delle nostre eccitazioni.
Era tardi di notte, e come tutte le notti avevo voglia di lui, una voglia profonda, insistente, che mi pervadeva tutta, ma non potevo permettermi di dar libero sfogo al mio impulso sessuale in quanto non ero sola in casa.
La relazione tra me e Stefano ci concedeva pochissimi attimi di contatto fisico e il desiderio di lui diventava un'ossessione... Ci desideravamo sfrenatamente, morbosamente. Quando corpo e mente reclamano parossisticamente il contatto, l'unione, ecco che il morso del desiderio ti attanaglia il baricentro e ti offusca la ragione.
Non potevamo vederci spesso, era un amore proibito e forse per questo ben più forte e sfrenato, cementato da un intenso erotismo che ci accomunava.
Eravamo come sempre lì inchiodati al computer e ci accarezzavamo con le parole, io cominciavo lentamente a galleggiare nella mia calda palude e lui mi raccontava la sua enorme eccitazione.
Ero ormai pronta a toccare il cielo con un dito, quando lui mi scrisse: " Sdraiati sul divano, metti la vibrazione al tuo cellulare, io ti chiamerò e lo farò suonare, tu non rispondere e mettitelo lì tra le cosce, voglio che tu vieni così. Solo quando verrai, apri il telefono e fammi sentire il tuo piacere!"
Rimasi stupita, interdetta, ma solo per poco, perchè iniziai rapidamente a eccitarmi della sua folle idea, non solo, ma la paura del ronzio che svegliasse chi era con me in casa, mi eccitava ancora di più...
Come un automa mi distesi sul divano, allargai mollemente le gambe e lo adagiai sul mio pube, piccolo e stretto, che già pulsava, iniziò subito a vibrare e io con lui, con insistenza, lunghissimo... quando la chiamata terminava subito ripartiva... ed era lui che vibrava su me, era lui, la sua volontà, la sua vibrazione, non era uno strumento!
Sudavo, ero bagnata, inclinavo sempre di più il telefono perche' sfiorasse dentro le mie labbra. Ero in estasi, in preda alla pazzia di un momento metafisico....
Stavo arrivando come un torrente in piena, ero al culmine e con voce soffocata, respirando a scatti, risposi al telefono per regalargli il mio orgasmo. Ansimavo e ridevo esplodendo in tutta la mia tensione...
Sentii la sua voce che diceva stupito, perchè ridi, amore mio?

giovedì 16 dicembre 2010

Quei meravigliosi anni 80


Ero a cavallo dei miei meravigliosi anni 80 ,un periodo idillico e stralunato della mia vita. La mia anima inquieta, in fermento, brulicante di crisi interiori e in ricerca di una mia identità.
Spaccata dal femminismo e dalla ricerca spasmodica di coltivare rapporti diversi, proiettati nell'abbattimento dei ruoli convenzionali. Ero una ribelle romantica.
C'era la voglia di allargare la mente a tutto cio' che era stato compresso da anni...
C'era Guccini, De andre', Pasolini, Apollinaire, c'erano amici sempre uniti da gli stessi obiettivi con l'intento di spogliarsi da una ipocrisia borghese.
Frequentavo un'abitazione di amici che era definita la Comune per il clima liberale che si respirava. Lì tutte le sere ci ritrovavamo attorno al camino acceso, c'era musica confronto, coppie in crisi che supportavano altre coppie. C'era la voglia di spogliarsi della falsità dimostrando crudemente a noi stessi come eravamo.
In realtà, era l'abitazione di Marco e Giulia una coppia fantastica con una prepotente personalità che si circondavano della compagnia di tanti amici dimostrando fascino e cordialità.
Marco era carismatico, un leader dolcissimo e autorevole. Scriveva da Dio e cantava suonando la chitarra con una voce fantastica. Era ironico, pungente e sarcastico.
Giulia era tosta, energica, impetuosa e aveva tonnellate di onestà e rigore da elargire, occhi neri di gazzella, neri i capelli, viso dolce ed espressivo, toni burberi all'occorrenza. Erano due personalità emergenti, si amavano ma si schiacciavano inconsapevolmente.
Ricordo di averli amati da subito e loro erano catturati da me perchè ero selvaggia, caustica e passionale.
Marco si sentiva attratto da me e velocemente lo fui anch'io, ci innamorammo e lui , con candore e allarmante sincerità, comunicò la situazione a Giulia e lei, in linea con gli schemi della cultura di allora, e con apparente maturità, accettò sportivamente.
Dimostrava di accettarmi tanto al punto che la sera quando andava a lavorare nel turno di notte mi faceva trovare la camicia appoggiata sul suo cuscino, sapendo che sarei rimasta a dormire con lui! Mi spiazzava questa apertura mentale, non riuscivo però a scrollarmi il disagio, lei era forte, ma soffriva. Io lo avvertivo.
Allora ci imponevamo di evitare sotterfugi, bugie compromessi, ma si arrivava anche al parossismo!
Passavano i giorni e io con loro, sospesa in questa situazione surreale.
Vivevo intensamente la mia storia felice di aver trovato ciò che avevo, il sesso con lui era esaltante e intenso, nottate sul pavimento sdraiati davanti al fuoco del camino, dopo una serata con gli amici che popolavano la casa, sempre in compagnia di una bottiglia di Stravecchio comprata con contribuzione popolare...
Giulia era meno presente, ma viveva lì e non lasciava mai trapelare l'amarezza anzi era solidale con me, non so quanto si sforzasse di farlo.
Un giorno, le mie sicurezze crollarono. Lui mi confessò candidamente di aver regalato un orgasmo a una delle amiche del gruppo, così come si regala un fiore. Io non ero pronta, io lo amavo. Accusai il colpo dimostrando falsamente comprensione per l'accaduto, ma ero affondata e quella sera bevvi tanto fino a ubriacarmi.
Mi rifugiai seminuda in camera da letto volevo spogliarmi, ma non ce la facevo, non volevo che mi vedessero, ero accecata dalla rabbia e dalla gelosia! Tutta quella libertà mi stava soffocando.
A un tratto si aprì lentamente la porta, era Giulia che aveva intuito il mio malessere. Le dissi piangendo tutto, ed ecco che scattò la molla incredibile della solidarietà femminile, della muta complicità.
Ora lei era vicino a me e mi accarezzava i capelli, mi abbracciava e io sentivo un gran calore dentro che mi turbava, ancora lei era la più forte, ancora lei riusciva a stupirmi.
Il mio trucco era colato sul viso e lei tentava di pulirmelo, mi dava calore la sua presenza, ero frastornata ma sollevata, poi si accucciò ai miei piedi come un cucciolo e mi abbracciò le gambe, io trasalii, smisi di respirare sentii le sue labbra che baciavano le mie cosce, delicatamente, timidamente, fino a che la sua bocca si fermò, sfacciatamente, sul mio pube. Io non la fermai, mi piaceva quell'intimità che nasceva dal profondo. Sì, mi piaceva, non provai imbarazzo, solo stupore e languore. Due donne ferite si avvicinavano nel modo più diretto, una simbiosi emotiva forte, molto forte. Ora sentivo la lingua che cercava di insinuarsi dentro, ero immobile e le mie gambe ora cedevano lentamente, ero arresa e inerme, quando si aprì la porta ed entrò silenziosamente Marco, che appena ci vide, rimase folgorato ed estasiato, ricordo che ci disse che eravamo bellissime e ci implorò di non fermarci...
Purtroppo, aveva spezzato la magia di un momento che non sarebbe capitato mai più. Ci svegliammo da quello stato di autoipnosi consapevoli che quegli attimi erano stati solo nostri.
Lui era fuori dalla scena, noi ci ricomponemmo e gli regalammo la nostra indifferenza.

© 2010 by Rosalba

Un'emozione infinita... una passione sfrenata...


E' iniziato come un gioco, ed è diventata un'emozione infinita...
Tu mi possiedi e io sono sottomessa a te, ma allo stesso modo io possiedo te e tu sei sottomesso a me.
Le nostre menti calamitate, unite, sfornano in simbiosi fantasie sempre più audaci. I nostri corpi vibrano, sono sfiorati dalla nostra voce, prima dolce poi sempre più piena di passione, fino a diventare violenta così da portarci all'orgasmo. Spesso a più orgasmi, intensi, unici, indescrivibili...
Un pc ci ha fatti incontrare. Un cellulare ci permette di vivere la nostra passione!
Io e te, le nostre menti, i nostri corpi, le nostre anime, i nostri cuori... fusi in un tutt'uno!
Basta uno squillo e sullo schermo appare Passione. Mentre rispondo il mio corpo è un brivido unico, la tua voce lo fa vibrare, lo sfiori come se sfiorassi un'arpa, mi desideri, come io desidero te Voliamo insieme in una nuova, magica fantasia. Tu parti con la tua voce, calda e sensuale, e io ti seguo. Sono la tua donna e la tua femmina, la tua bambina e la tua puttana. Assecondo ogni tuo desiderio, sono il tuo tutto e il tuo niente!
"Preparati tesoro, sto arrivando. Dieci minuti e ti richiamo."
Oggi indosso ciò che più ti eccita: gonna nera, che delinea i miei fianchi scendendo fin sotto il ginocchio, ha uno spacco laterale che permette a ogni mio movimento di intravedere la balza delle calze, una camicia bianca, sbottonata quel tanto da mettere in mostra parte del mio seno, evidenziato dal reggiseno a balconcino di pizzo bianco, niente slip, solo un reggicalze bianco, anni 50', che aggancia delle calze color carne con balza larga, quasi cadente... sandali aperti, alti, si vedono le dita del piede, avvolte nel naylon della calza. La mia visione scatena ancora di più le tue fantasie. Le mie le ha già scatenate la tua voce. Mi sfiori le labbra con un bacio casto, mentre entri e ti siedi nel salottino. Io, in cucina, ti preparo un caffè ma non resisti, arrivi dietro di me, sfiori i miei fianchi accarezzandoli dolcemente, mentre mi baci il collo un fremito parte dal mio corpo. Lo senti. Sono tua Ti appartengo!
Mi giri e mi fai abbassare, io mi inginocchio, poggio la testa sulle tue gambe e ti accarezzo fino ad arrivare a sbottonare i tuoi pantaloni, dolcemente infilo la mano nei tuoi slip e sento quanto mi desideri, è rigido e chiede le mie labbra, lo tiro fuori per poterlo ammirare, lo bacio, poi lo percorro tutto, prima con la mia lingua e poi con le mie labbra. Sento il tuo piacere. Lo affondo nella mia bocca, mentre con la lingua continuo a giocarci, è immenso! Mi soffoca, ma questo non mi ferma voglio continuare fino a farti impazzire e voglio continuare a dissetarmi col tuo nettare. Mi sollevo da terra, sulle mie labbra è rimasto un po' del tuo "piacere", arrivo alla tua bocca, ti bacio facendoti gustare il mio e il tuo sapore. Rispondi al mio bacio con passione, afferri il mio sedere e mi sollevi, trascinandomi al tavolo. Mi appoggi sopra, tiri indietro la mia gonna e sollevi le mie gambe sulle tue spalle, affondi il tuo viso sulla mia natura che non aspettava altro. Mi baci, mi mordi, mi succhi, mi penetri con la lingua, mentre io urlo di piacere...tu continui a risucchiare fino all'ultima goccia del mio orgasmo.
Poi mi sollevi, mi abbracci e mi baci, posso gustare anch'io il mio sapore dalla tua bocca. Ti siedi sul tappeto del salotto, davanti al camino, mentre io metto il caffè nelle tazze. Lo beviamo, mentre la fiamma del camino illumina i nostri visi. Ti guardo con adorazione. Tu inizi a spogliarmi, io spoglio te. Ora sei completamente nudo, bello come un Dio; io, in calze e reggicalze, ti accarezzo con i piedi dolcemente. Ti eccita tantissimo vedermi fare questo, prendo il tuo membro tra un piede e l'altro stringendolo, lo sento indurirsi mentre tu stai succhiando i miei capezzoli. L'eccitazione è ancora al massimo, mi copri con il tuo corpo e affondi in me, penetrandomi. Prima dolcemente e poi violentemente, con colpi secchi, fino a farmi sentire che sei tutto dentro di me. E' bellissimo sentirti tutto dentro di me! Sei mio, mi appartieni...
Sto per avere un altro orgasmo, tu esci e mi inondi del tuo seme, ogni centimetro del mio corpo è coperto del tuo piacere. Mi accarezzi il viso mentre io godo di te che mi lecchi come un gattino sulla ciotola del latte. Mi lecchi e mi baci, anche mentre ci infiliamo sotto la doccia...
" Chiudo tesoro. A più tardi. Bacio"
di Besos